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Più di qualche dubbio

Secondo le ultime indiscrezioni la nota sentenza di colpevolezza dei pirati di ThePirateBay.org rischia l’annullamento per posizione conflittuale del giudice Tomas Norstrom che, appartenendo a due lobby di pressione in favore della tutela dei diritti di copyright la Swedish Association of Copyright (SFU) (che pubblica anche la "Nordic Intellectual Property Law Review") e la Swedish Association for the Protection of Intellectual Property (SFIR), lascia più di qualche dubbio sull’imparzialità con la quale si è posto nei confronti del tema da giudicare.

Nonostante ciò l’associazione delle major musicali IFPI continua, nella sua opaca e antiquata visione del mercato, nel tentativo di fermare definitivamente la piccola grande baia chiedendo l’offuscamento del sito dei pirati da parte degli ISP che - per il momento – rispediscono al mittente obiettando che non possono svolgere la funzione censoria di nodi di rete nei confronti dei loro clienti.

Quello che colpisce in tutta questa vicenda è la leggerezza con la quale viene affrontato un tema così delicato che può determinare, tanto per restare in mare aperto, una strambata del sistema di regolamentazione della rete verso modelli decisamente liberticidi.

Se a tutto questo aggiungiamo il possibile asse tra le lobby pro copyright-repressivo e le TLC interessate al mercato che intravedono in una rete meno neutrale e più controllata le nubi all’orizzonte sono davvero cupe. Molto cupe.

Pubblicato il 24/4/2009 alle 8.39 nella rubrica Net Neutrality.

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